3…2….1…. Fire: ed ora arrivano i veri guai per Apple (alias: prima o poi arriva nel far-west un pistolero più veloce)

Credo ci sia un errore di fondo in molti (tutti?) degli articoli che ho letto in questi giorni sulla presentazione del nuovo e-book/tablet. Tutti lì a lodare il prezzo, la visibilità, le possibilità (ma, dato che sarà in vendita dal 15 novembre, quanti c’hanno effettivamente smanettato o si sono invece limitati ad un bel copia/incolla di siti americani o di comunicati stampa?). Tutti (beh, non proprio tutti…) a dire che l’Amazon Fire porrà fine al monopolio dei tablet, grazie ad un prezzo terribilmente appealing, soprattutto in confronto con l’ancora piuttosto zoppicante offerta di tablet android-based (tra beghe legali Apple/Sansung e continua evoluzione del sistema operativo, considerando anche l’ampiezza dell’ecosistema itunes per le app, finora non c’è stata veramente molta scelta per il consumatore avveduto).

Posto quindi che ci sono tutti i presupposti perchè il mercato dei tablet diventi duello invece che battaglia tra molti, grazie all’assoluta competitività del prezzo (ed immagino anche della user experience, data la mia elevatissima soddisfazione come utente di un ormai outdated kindle 3G,) mi piace soffermarmi un po’ sulla vera e poco evidenziata (potrei sbagliarmi!) innovazione sottostante (che certamente contribuisce alla determinazione di un prezzo finale così sfidante: il nuovo pistolero in città del titolo di questo post).

Ragioniamo.

Perchè il Fire ha “solo” 8Gb di memoria (a fronte dei 32 se non 64 del blasonato Ipad o degli altri player)? Perchè Fire si basa nativamente sul concetto di cloud (business nel quale Amazon è uno dei leader di mercato ed invece nel quale Apple è il new-comer, come dimostra l’imminente uscita dell’Ios5)). In estrema sintesi: i dati ed i programmi non risiedono prevalentemente sul device locale ma vengono dinamicamente caricati/scaricati dalla nuvola in base alle attività che devono essere svolte.

Questo ovviamente implica che la migliore user experience del Fire avverrà solo quando connesso ad una rete wi-fi (cosa che in realtà succede anche per Ipad), disponendo di un web-based “disco virtuale” teoricamente infinito (oltre ai GB gratis immagino che pagando si possa arrivare a spazi sterminati…).

La prima conseguenza di questo approccio (che è vera innovazione, dato che gli altri tablet bene o male si basano sulla stessa filosofia not-necessarily-connected dell’ipad) è che certamente posso risparmiare dei gran costi produttivi installando una RAM più piccola: perchè montare 64Gb on-board quanto on-line ne posso avere… 864 senza che l’esperienza utente venga compromessa?

La seconda conseguenza (grave per  chi vive in un Paese “in via di inviluppo” come il nostro). è che è prioritario disporre sul territorio di una copertura wi-fi estesa, affidabile e gratuita per poter usare al meglio questo device. Ma per chi è un global player come Amazon questo rappresenta un microdifetto in un micromercato.

La terza ma più importante conseguenza (non detta…) di questa impostazione (e che dal mio punto di vista giustifica ancor di più un prezzo così basso) è che Amazon, fungendo da hard disk esterno di tutti i propri tablet venduti (il Fire è il più coreografico ma anche i modelli più basic si basano sul medesimo concetto), disporrà del sogno di qualsiasi uomo di marketing e cioè della traccia di navigazione (sui propri server…) di tutti i propri clienti, potendo ricavare una quantità formidabile di informazioni commerciali, utili ad affinare la propria offerta ed a confezionare proposte tailor-made per i proprie clienti (n.b.: Amazon vende realmente di tutto, non solo libri…).

Problemi di privacy? Certamente! Ma i cookies, che non vediamo, fanno già miracoli senza che noi ce ne rendiamo realmente conto….Questo è solo un altro passo avanti.

In altra parole: Amazon “regala” al Cliente” una parte del costo del tablet in cambio della cessione della propria traccia di navigazione. E considerando l’ormai certa espansione verticale della diffusione di questi device, mi sembra oggettivamente uno scambio vantaggioso (per Amazon certamente).

Ed ecco quindi un soggetto che “fa altro” (vende libri, almeno nella primitiva e persistente immagine che abbiamo) ma che innova un mercato nel quale non era presente (i tablet) introducendo un’innovazione “disruptive” (cloud).

In fondo è la stessa cosa che ha fatto qualche anno fa Apple con gli smartphone ed i vari I-qualcosa….

Morale della fiera: prima o poi nel tuo paese del Far West arriva un pistolero più veloce…

p.s.: il fatto che il Fire giri sotto una versione customizzata di Android la dice lunga anche sulla lungimiranza di Google nello sviluppo dei sistemi operativi… ma di questo magari ne riparleremo

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