Tendenze 2008: distribuire cocreazione

Mi rendo conto dell’orribile traduzione dall’inglese. Ma il concetto è importante e lo trovate ben espresso anche nel libro Wikinomics di Tapscott e Williams (disponibile anche in italiano).

In un mondo nel quale è diventato molto più facile far circolare la conoscenza perchè è un bene digitale (o digitalizzabile) conviene aprire le porte dell’innovazione anche ai partner collocati a monte od a valle della propria catena del valore.

wikinomics.jpgE’ quello che succede, per esempio, nel campo automobilistico ed aeronautico dove ai fornitori delle singole parti non viene più data una particolareggiata specifica tecnica del pezzo da fornire ma invece vengono coinvolti nella stessa progettazione per moduli del prodotto.

Così facendo si sfrutta la maggior competenza specifica dei singoli fornitori, ottenendo risultati migliori di quelli raggiungibili sulla base di indicazioni di un assemblatore generale che non potrà mai essere oggi altamente specializzato in tutte le singole aree della propria componentistica (pensiamo ad esempio alla raffinatezza tecnologica di alcuni materiali compositi).

Nel campo della comunicazione questo avviene forse ancora poco per le grandi media company attive nei media classici, fortemente industrializzati e capital intensive (Tv generaliste, quotidiani, ecc.). E’ però certo una buona opportunità per tutte le strutture più piccole e leggere attive nel dinamico campo dei new media. Ovviamente nel caso italiano questo è parecchio più difficile per la situazione di mercato bloccato nel quale viviamo.

Anche le persone che collaborano a questo blog operano in questa logica su diversi progetti

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